Fitoterapia e patologie infiammatorie

Fitoterapia e patologie infiammatorie

L’infiammazione è la reazione fondamentale di ogni tessuto di fronte alla causa patogena e quindi anche la principale reazione della pelle.

Di fronte all’infiammazione le PIANTE hanno alcune possibilità terapeutiche: L’azione emolliente data dalle mucillagini che proteggono il tessuto con uno strato inerte di tipo mucoso similmente a quello dei tessuti mucosi. 

Le mucillagini sono sostanze polisaccaridiche che formano delle soluzioni colloidali imbibite di acqua e proteggono la zona infiammata ammorbidendo e rallentando l’infiammazione.

Il blocco dei fattori infiammatori liberati dalle cellule immunitarie dato dai flavonoidi. 

Possono inibire prostaglandine e leucotrieni nonché il rilascio di istamina;

L’azione astringente dei tannini, efficace sia sulla pelle che sulle mucose, specie intestinali. L’effetto astringente consiste nel legame del tannino con i gruppi azotati delle proteine degli epiteli e delle mucose (rispettivamente cheratina e collagene). 

Ciò comporta la formazione di un composto insolubile che respinge l’acqua e causa una riduzione di dimensione e un aumento della rigidità della macromolecola ed una conseguente precipitazione. 

Questa condizione di secchezza e rigidità della matrice proteica crea una coagulazione del tessuto cutaneo o mucoso che riduce la sudorazione e la secrezione, si forma uno strato protettivo che rallenta il ricambio cellulare, riduce la permeabilità capillare restringendo i vasi. 

In questo modo viene bloccata la fagocitosi locale e si impedisce la reazione infiammatoria, costituendo così una efficace barriera contro l’ingresso e lo sviluppo di batteri e virus. Fortunatamente è temporanea e non ha effetti generali perché i tannini non sono assorbiti, infatti la persistenza del fenomeno può essere lesiva per le cellule.

Di seguito un elenco di piante medicinali antinfiammatorie:

PIANTE ANTINFIAMMATORIE DI UTILIZZO DERMATOLOGICO

  1. PIANTA
  2. NOME SCIENTIFICO
  3. PARTE UTILIZZATA
  4. PRINCIPI ATTIVI
  5. UTILIZZO
  • AGRIMONIA: Agrimonia eupatoria, Pianta fiorita Catechine, tannini Infiammazione
  • AMAMELIDE: Hamamelis virginiana Foglie, Tannini, flavonoidi, procianidine, Infiammazione
  • ARNICA: Arnica montana, Fiori, Sesquiterpeni, flavonoidi olio essenziale, Infiammazione
  • AVENA: Avena sativa, Foglie e steli, Polisaccaridi, acido silicico, steroidi, saponine, flavonoidi Infiammazione
  • CAMOMILLA: Matricaria recutita, Sommità fiorite, Olio essenziale, flavonoidi, mucillagini, Infiammazione
  • CONSOLIDA: Symphytum Officinalis, Parti aeree, Alcaloidi, tannini, acido rosmarinico, allantoina, Contusioni distorsioni
  • FIENO GRECO: Trigonella foenum-graecum, Semi, Mucillagini, flavonoidi, saponine, Infiammazione
  • IPERICO: Hypericumperforatum, Fiori, Derivati diantronici, flavonoidi, derivati floroglucinolici, Contusioni, ferite, ustioni, infiammazione
  • LINO: Linum Usitatissimum, Semi, Olio grasso, mucillagini, lignani, Infiammazione

DERMATITE ATOPICA DEFINIZIONE E CAUSE

Si tratta di un disturbo della pelle su base infiammatoria tipico dell’età pediatrica che si manifesta generalmente con prurito e arrossamento della cute. 

Colpisce i bambini con una percentuale del 10 – 15%. 

La prevalenza della malattia è in costante aumento. Più di 2/3 dei pazienti inizia a soffrirne nel primo anno di vita. 

Al 10° anno di età la remissione riguarda una percentuale che varia secondo gli autori dal 60 al 90%. Attualmente ci sono casi di nuove insorgenze nella 4° o 5° decade di età. 

LE CAUSE

Sono da ricercarsi nell’alterazione generale dello stato immunitario, condizione allergica, in quanto si accompagnano spesso ad altri fenomeni allergici come: asma, rinite, congiuntivite, gastroenterite. 

A ciò si accompagnano disturbi neurovegetativi, disturbi del metabolismo lipidico e alterazione genetica a livello cutaneo. 

PATOGENESI

La dermatite atopica è caratterizzata da una riduzione dei sistemi di protezione epidermici, ceramidi e filaggrina che determina un indebolimento della funzione di barriera della cute, una maggiore irritabilità e un aumento della perdita d’acqua. 

Ciò facilita la penetrazione nella cute di allergeni che si legano alle cellule di Langerhans attivandole e portando ad una maggiore secrezione di citochine infiammatorie che da una parte la mantengono l’infiammazione, mentre dall’altra cercano di favorire l’adesione cellulare. 

Si ha anche un aumento delle IgE nel sangue per attivazione della linea Th2. 

In definitiva la cute è più soggetta ad irritazioni ed infezioni per gli elevati livelli di base delle citochine infiammatorie.

SINTOMI

Si manifesta con prurito, eritema, desquamazione e croste. Prevalentemente nelle pieghe delle giunture, sul viso, collo, nuca e torace. 

La pelle dimostra una scarsa funzione delle ghiandole sebacee e sudorifere e si presenta secca e arrossata con un aspetto in rilievo delle parti cronicamente colpite. 

Nel sangue si nota un’alta concentrazione di anticorpi IgE ed eosinofilia.

TERAPIA CONVENZIONALE

Si avvale di antinfiammatori ed immunomodulatori in pomata in genere si usano i cortisonici, ma anche immunosoppressori in pomata come il Tacrolimus. 

Per il prurito si usano gli antistaminici sia locali che per via generale. 

Si usano anche i catrami e oli emollienti nonché bagni oleosi o catramati

FITOTERAPIA DELLE DERMATITI ATOPICHE

I rimedi sintomatici fitoterapici non hanno azione così pronta ed efficace come i farmaci di sintesi, questo fortunatamente ci fa ricordare di andare ai fattori causali della patologia con una visione d’insieme. 

Infatti, prima di tutto bisogna trattare lo stato generale dell’organismo e le manifestazioni allergiche che hanno una causa e un’espressione su tutto l’organismo. 

Molto importante scoprire se ci sono allergeni alimentari mediante test ematici o di biorisonanza. Poi si agirà con fitoterapici sintomatici per via generale o locale, inoltre se necessario si lavorerà sullo stress, sul sonno, sui ritmi di lavoro e sui blocchi emozionali.

STRATEGIE TERAPEUTICHE FITOTERAPICHE:

Dieta detossinante alimentare da fare per due mesi in modo rigoroso, poi si può permettere dei cibi graditi, mantenendo lo schema dietetico di base, da riprendere per un mese ogni 3 mesi fino alla remissione della patologia e continuare anche dopo come prevenzione.

La disintossicazione epatica è molto importante in caso di allergie in quanto il fegato insieme all’intestino contribuisce alla corretta maturazione delle cellule immunitarie e ad evitare allergie ed autoimmunità. 

Può essere fatta con le piante già note oppure con le seguenti piante che hanno un’azione migliore sull’allergia o un tropismo sulla pelle.