Prevenzione della degenerazione cerebrale con la fitoterapia

Prevenzione della degenerazione cerebrale con la fitoterapia

La neuro degenerazione è la progressiva perdita di struttura o funzione dei neuroni che porta alla loro morte, portandoci ad una demenza senile.

Si manifesta con deterioramento delle facoltà intellettive, coinvolgendo le capacità mnemoniche, delle facoltà creatrici dell’intelligenza e dei processi di sintesi del pensiero. 

Le malattie neurodegenerative primarie sono ad esordio lento e comportano la morte delle cellule, allo stato attuale sono incurabili, per cui si rende importante la prevenzione. 

La neuro degenerazione può essere secondaria a traumi cranici a malattie metaboliche (Cushing, diabete, ipotiroidismo) vascolari (arteriosclerosi), ma più comunemente sono dovute a cause primarie ancora sconosciute; si tratta del Morbo di Alzheimer (la più comune, 50% dei casi), Morbo di Parkinson, Corea di Huntington e la Sclerosi Laterale Amiotrofica. 

Tutte queste malattie neuro degenerative primarie hanno in comune la presenza di proteiche atipiche tossiche e la morte cellulare indotta. 

Quindi si può parlare di una proteino-patia cerebrale con accumulo di proteine irregolari “mal ripiegate” cioè con un alterato ripiegamento della catena amminoacidica. 

Queste proteine si possono accumulare in forma di aggregati anomali nel citoplasma (Parkinson), nel nucleo, nel reticolo endoplasmatico o extracellulari come la sostanza β amiloide dell’Alzheimer. 

Queste proteine essendo anomale inducono una reazione organica di rimozione che costituisce la maggior parte del danno della malattia. 

Si formano dei proteosomi intracellulari, dei lisosomi che portano all’autofagia con formazione di inclusi cellulari ancora più anomali con conseguente danno della membrane dei corpuscoli intracellulare del neurone, con alterazione dei microtubuli, delle vescicole e disfunzioni mitocondriali con distacco del Citocromo C dalle membrane e aumento dei ROS (specie reattive dell’ossigeno) mitocondriali con aumento dello stress ossidativo cellulare, alterazione degli assoni e difficoltà della trasmissione neuronale. 

Alla fine, si ha apoptosi dei neuroni per opera delle caspasi e autofagia interna del neurone per distruzione degli organuli intracellulari.

All’origine della degradazione delle proteine anomale c’è la mancata azione delle transglutaminasi. 

Queste sono degli enzimi capaci di legare le proteine all’interno della loro catena con legami covalenti formano una rete che conferisce alla proteina stabilità e le rende resistenti alla rottura chimica e meccanica. 

Si è dimostrato che esistono transglutaminasi per le proteine mal ripiegate (βamiloide, proteina tau, alfa sinucleina), e queste conferiscono maggiore stabilità alle proteine anomale aggravando il problema.

A tal proposito esistono terapie di prevenzione della degenerazione cerebrale, una convenzionale, ed un’altra alternativa rappresentata dalla fitoterapia.

TERAPIA CONVENZIONALE ED ALTERNATIVA DELLA DEGENERAZIONE CEREBRALE

Non esistono ancora cure capaci di bloccare o far regredire il processo degenerativo neuronale.

Attualmente si praticano delle cure palliative che attenuano i sintomi, nell’Alzheimer si usano farmaci che aumentano i livelli di acetilcolina, come gli inibitori della colinesterasi, ma con effetti modesti e molti effetti collaterali (poliuria, nausea, diarrea), ci sono i precursori dell’acetilcolina e l’idergina che aumenta il rilascio di acetilcolina, sempre con risultati scarsi. 

Prevenzione convenzionale:

È il modo più adatto per diminuire il rischio di sviluppare neuro degenerazione, consiste nel cambiamento dello stile di vita ed in alcuni farmaci che tendono a diminuire i numerosi fattori di rischio come diabete, ipertensione, obesità. 

Per la prevenzione è fondamentale lo stile di vita: importante è mantenere una buona attività mentale secondo il motto “usa l’organo o lo perderai” quindi fare attività come leggere, imparare una nuova lingua, giocare a carte, che si sono rivelate capaci di creare nuove connessioni neuronali e di costituire una riserva cerebrale. 

Importante anche l’attività fisica regolare che mantiene la perfusione sanguigna e sviluppa nuovi neuroni e rende il cervello più plastico. 

Fondamentale una dieta equilibrata e priva di tossine, senza alcol, col giusto apporto di grassi, molti omega 3, e un buon apporto di vitamine come il complesso B (specie B3, B6, folati, B12), importante tener bassa l’omocisteina che costituisce un segnale di glicazione, fattore che porta alla degenerazione proteica generale. 

Utile il sonno regolare e una buona “salute mentale” una visione realista-ottimista della vita con presenza di buoni obiettivi. 

Secondo la medicina convenzionale i farmaci utili alla prevenzione sono quelli che riducono i fattori predisponenti. 

Antipertensivi, antidiabetici che riducono la glicemia e la conseguente glicazione e vascolari. 

Indicati anche i farmaci steroidei che aumentano la perfusione cerebrale, e i FANS che riducono l’infiammazione, ma assunti molto precocemente prima dell’inizio della degenerazione e a dosi sostenute. 

FITOTERAPIA IN CONTRASTO ALLA NEURO-DEGENERAZIONE 

Valgono tutte le indicazioni relative agli aspetti della prevenzione convenzionale. 

Occorre iniziare molto precocemente e non aspettare che i sintomi di degenerazione si instaurino stabilmente. 

Le strategie sono di tre tipi: 

  • Stile di vita (attività fisica, buon impegno mentale e mantenimento di attività piacevoli ed interessi) 
  • Dieta equilibrata e mantenimento del peso forma. 
  • Integratori e fitoterapici da usare costantemente a cicli 

FITOTERAPICI E INTEGRATORI UTILI:

I primi due aspetti sono già stati trattati, per il terzo aspetto, dopo aver trattato i fattori predisponenti come iperglicemia e ipertensione con idonei fitoterapici, si useranno integratori più specifici divisi in tre tipologie: 

  • 1. Vitamine e Antiossidanti a particolare azione anti neurodegenerativa 
  • 2. Fitoterapici anti neurodegenerativi 
  • 3. Adattogeni con azione anti neurodegenerativa